domenica 10 gennaio

Azzurra vs. RoulOtte HiFi

Immagine news Azzurra vs. RoulOtte HiFi

Ad una settimana dalla presentazione del loro primo omonimo album, i RoulOtte HiFi, nella voce e corpo del fascinoso bassista Andrea Sella, si mettono a nudo (o quasi) in una splendida chiacchierata a ruota libera tra le seggiole e i tavolini dell'ormai mitico Bar Sartea.


Manca una settimana esatta alla presentazione del disco, come si sentono i RoulOtte HiFi?
Premetto che ho iniziato più di due mesi fa a rompere le scatole per ottenere una buona preparazione in vista della presentazione del disco, provando più spesso, preparando una scaletta seria, però vedo che ora effettivamente l'eccitazione sta aumentando, non tanto per il concerto in sé ma piuttosto perché finalmente la settimana prossima avremo in mano questo cd, un piccolo sogno che si realizza, molto piccolo per la verità. Di sicuro l'atmosfera sarà particolare.

La curiosità a questo punto aumenta. Numero di tracce?
Il cd ha sette canzoni, molto vecchie per la verità, e le abbiamo registrate nell'estate del 2006.
Breve parentesi, il gruppo esiste dal 2001 in formazione ridotta, due chitarre acustiche e un basso, avevamo iniziato a  suonare nei locali come gruppo acustico, le prove avvenivano per lo più in camera mia o nel salotto di Luca, il cantante, e fin lì tutto tranquillo. Nel 2003 un gruppo di amici di Brescia, fondatori dell'associazione “Amici per la diffusione della musica rock” che ogni mese organizza concerti di gruppi americani rock, blues e country, ci ha chiesto di aprire il concerto di un cantautore americano, Elliot Murphy: il nostro problema era l'essere sprovvisti di un batterista così abbiamo preso in prestito Max. Fatalità di lì a poco il gruppo in cui suonava si è sciolto così è rimasto con noi entrando ufficialmente nella formazione della band.
Da lì, dopo un primo lavoro di arrangiamento con batteria, abbiamo deciso di registrare le canzoni con l'idea di ri-arrangiarle e aggiungerne delle altre però, tra il dire e il fare, sono passati già due anni. Rispetto al demo che abbiamo registrato la scorsa estate in occasione della partecipazione al Vicenz@NetMusic, con il nuovo cd la qualità è decisamente migliorata.

Si può riconoscere un filo tematico che lega insieme le sette canzoni del disco?
Le canzoni, scritte tutte dal nostro cantante Luca, parlano soprattutto d'amore, dei casini della vita, dei problemi con il lavoro e di quelli che si devono affrontare ogni giorno che passa perché la realtà, nel bene e nel male, non è certo quella che si racconta nelle fiabe.
Parliamo molto delle relazioni, delle difficoltà a mantenere un'amicizia, ad essere fedeli nell'amore, ma anche di noi, della nostra storia come band, ormai sono 9 anni che suoniamo assieme, con Luca poi suono da 13 anni: avere un gruppo è come avere tante morose, ci sono giorni in cui le cose vanno da Dio e altri giorni in cui vanno veramente male e ti verrebbe voglia di mollare tutto.
Con uno sguardo più ampio, è la difficoltà di continuare a coltivare dei sogni. La realtà, a volte, è davvero dura.

Da dove nasce la scelta di scrivere i testi delle vostre canzoni in inglese piuttosto che in italiano?  Nascondete delle mire espansionistiche?
Come prima cosa, per il semplice fatto che Luca riesce a scrivere solo in inglese, ha studiato la lingua per molto tempo e in italiano, lo dice lui stesso, le canzoni non vengono. Un secondo motivo sta nel fatto che l'inglese può essere compreso da tutti, cosa che può suonare strana se guardiamo solamente all'Italia, dove le persone che conoscono bene la lingua sono una minoranza; basta adottare una prospettiva un po' più ampia per vedere come l'inglese sia effettivamente la lingua più utilizzata e conosciuta...pensare che in Sud Africa potrebbero ascoltare una nostra canzone e capirla è davvero interessante (e qui ci scappa un bel sorriso). Come ultima cosa bisogna anche tenere conto del genere che facciamo: ispirandoci soprattutto al panorama americano, l'italiano davvero non rende bene.

Per chi ancora non vi avesse ascoltato, quali influenze agitano i RoulOtte HiFi?
Il genere che facciamo è un po' particolare, non segue certo le mode, il suono è molto pulito, la distorsione è minima, l'elettronica è assente e in tutti questi anni devo dire che il sound generale non è cambiato molto. Tra le differenti influenze, sia io che Max condividiamo un passato legato al filone punk, il nostro chitarrista ha studiato chitarra classica e all'interno del gruppo è quello con la migliore tecnica, Luca invece ha l'indubbia capacità di scrivere canzoni, ha suonato il sax, sa suonare un po' il pianoforte e la chitarra.
Da un punto di vista prettamente tecnico siamo un gruppo medio basso (e qui la modestia è davvero tanta) ma è poi dal suonare insieme che nasce qualcosa di buono. RoulOtte HiFi...l'alta fedeltà... forse è davvero questo, è la nostra capacità di rimanere legati a qualcosa di genuino, nonostante il passare degli anni.
L'idea per un prossimo futuro sarebbe quella di aggiungere un elemento al gruppo, una  tromba o un violino, che riesca a dare un sound un po' diverso all'insieme: se riusciamo a scovarlo, bene, altrimenti continueremo così.

A bruciapelo, c'è una canzone tra le sette di questo disco a cui sei particolarmente legato?
“No crisis generation”, la quarta nel disco, è una canzone molto vecchia, è la prima canzone che abbiamo arrangiato subito dopo aver formato il gruppo, mi ricordo ancora che Luca mi ha telefonato, sono andato a casa sua e mi ha fatto ascoltare la canzone registrata in una cassetta, (e rimarca nostalgico) a quel tempo c'erano ancora le cassette. Mi piace molto il testo, breve, conciso, parla della generazione della non-crisi, del fatto che a quel tempo vedevamo i ragazzi più giovani privi della voglia di mettersi in gioco, e lo sappiamo bene tutti, le crisi portano sempre qualcosa di buono e cercare di evitarle è una grossa perdita, c'è da dire che tra le altre cose ha ricevuto il premio come migliore testo ad “Espressione giovani”, una manifestazione musicale di Arzignano alla quale abbiamo partecipato un po' di anni fa.
La suoneremo quasi di sicuro venerdì prossimo, anche se è una canzone che, con il suo ritmo lento e cadenzato, è davvero difficile fare bene dal vivo. Ci proveremo.

Quella invece più RoulOtte HiFi?
Delle sette  “By the age of 15”, che abbiamo presentato al concorso Vicenz@NetMusic l'anno scorso,  secondo me è quella che abbiamo arrangiato meglio, quella che ad un primo ascolto risulta più accattivante. Devo però dire che il disco in generale non ci rispecchia come forse avremmo voluto, soprattutto per il fatto che per curare il sound bisogna avere la pazienza di provare e riprovare i pezzi assieme, ci vuole tanto tempo in sala di registrazione e ci vogliono soprattutto tanti soldi, i gruppi che suonano sanno quello che vuol dire.

A proposito di soldi, guadagni e profitti, cosa ne pensate del free-download, ovvero della possibilità di scaricare gratuitamente i vostri brani?
Tutto il bene possibile, in Italia con la SIAE ogni gruppo deve versare un bel po' di soldi che, in teoria, dovrebbero rientrare, poi nella pratica non si sa bene in che modo questo avvenga, o meglio, se ti chiami Baglioni i soldi arrivano, ma per un gruppo medio piccolo è tutto un altro discorso. L'Italia è un po' un caso particolare, soprattutto se consideri che, in un paese come l'Inghilterra, i gruppi che fanno tour all'estero hanno la possibilità di ricevere un rimborso spese: la musica diventa un investimento, suonare al di fuori del tuo paese significa esportare cultura. Il problema è di fondo.
Per ritornare al download, ben venga, negli ultimi anni il modo di ascoltare musica è completamente cambiato, sta tornando il vinile proprio per questo motivo, perché il cd è sorpassato e se si vuole venderne un buon numero di copie è necessario aggiungere contenuti extra, puntare sul packaging. Permettere alle persone di scaricare il tuo disco significa aumentare di molto la visibilità anche perché per una band medio piccola il ritorno economico avviene soprattutto tramite i live e la vendita di merchandising.

E il vostro merchandising?
Estremamente scarno...anzi, non esiste proprio.

Ma daiiii! Nemmeno una maglietta?
Si certo, quelle che suderemo venerdì, le metteremo all'asta assieme alle mutande.
A parte gli scherzi, la prima cosa che venderemo sarà il nostro cd, poi non so, magari qualche poster...è che a me viene da ridere, trovo davvero strana la possibilità di vendere un poster o una maglietta, magari con la nostra firm sopra (seconda botta di modestia).

Ultima domanda prima di spegnere il registratore e ordinare un'altra birra, come ci si trova a collaborare con Odb?
E' la seconda volta che lo facciamo, abbiamo suonato qui al Sartea l'estate scorsa, prima del concerto di Tim Schmidt, ed è stato proprio bello. Rimane il fatto la tua musica deve piacere al pubblico che viene ad ascoltarti altrimenti è difficile andare avanti, anche se ci sono persone come Alberto ed Enrico che si impegnano tantissimo per farti suonare e per questo li dobbiamo ringraziare davvero molto. Si indomma, non si può sempre suonare per lo stesso pubblico di amici, bisogna farlo soprattutto per le persone che non ti hanno mai ascoltato e che, concerto dopo concerto, iniziano a conoscerti e ad apprezzarti per la musica che fai, non per quello che sei.


RoulOtte HiFi sono: Luca Trevisan - voce e chitarra, Paolo Cavaliere - chitarra solista, Andrea Sella - basso e cori, Massimo Dani - batteria.
Venerdì 15 gennaio, ore 21 @Bar Sartea.
Vietato mancare.

Azu

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